Il Marchese di Roccaverdina

manoscritto«È un romanzo forte, dove l’orgoglio e la superbia di un ambiente feudale si dissolvono in una sequenza di scene drammatiche» (G. Uzzo).
Capuana pensa al suo romanzo già nel 1879 quando, il 28 gennaio, scrive a Verga: «Mi bolle già qualcosa nel cervello. Un romanzo dove campeggeranno altre passioni umane che non l’amore. L’amore vi entra in seconda linea e colle proporzioni di un idillio. Ho dei tipi stupendi sotto gli occhi. Attorno ad essi si sta formando una cristallizzazione di tante cose e persone osservate altre volte, che già è molto innanzi»1.
Il romanzo esce, parzialmente, sul quotidiano «L’Ora», dal numero del 12-13 settembre a quello dell’11-12 novembre 1900. Nel numero del 15-16 novembre un avviso informa dell’interruzione nella pubblicazione delle puntate.
Esce in volume a Milano presso Treves nella primavera del 1901.
La vicenda elaborativa, durata più di 20 anni (1879-1901), è documentata solamente dal manoscritto autografo, conservato a Mineo (CT), presso la Biblioteca Museo Luigi Capuana, dalla pubblicazione parziale sul quotidiano palermitano (12-13 settembre/11-12 novembre 1900) e dalla pubblicazione integrale presso Treves (1901).
La vicenda editoriale, ancora vivente l’autore, si conclude con la pubblicazione a puntate sulla «Gazzetta del Popolo» (25 febbraio-9 maggio 1907).L'Ora

STEFANIA SCARNA'
TESI DI LAUREA IN VALORIZZAZIONE DEI BENI ARCHIVISTICI E LIBRARI
FILOLOGIA DELLA LETTERATURA ITALIANA. Prof. ANTONIO DI SILVESTRO
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